12 Febbraio 2026
Wine Paris, la Sicilia alza l’asticella: più spazi nel 2027 per una presenza ancora più forte
L’assessore regionale all’Agricoltura Sammartino: «Il vino ambasciatore di una terra capace di raccontarsi con un’unica voce»
«La Sicilia ha conquistato Wine Paris 2026. Con orgoglio e determinazione, le nostre cantine hanno portato nel cuore dell’Europa non solo vini di straordinaria qualità, ma l’anima stessa di un’Isola che vive di cultura, storia e passione. Il nostro padiglione è stato un simbolo: vivo, pulsante, affollato di incontri, strette di mano, emozioni. Un luogo in cui si è celebrata l’identità vitivinicola siciliana nella sua forma più autentica, innovativa e internazionale». Così l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino commenta l’esperienza parigina (che si è conclusa ieri sera, giovedì 11 febbraio) delle 41 realtà vitivinicole che hanno esplorato i mercati internazionali con l’Irvo e la Regione Siciliana.
Ogni calice raccontato ha rafforzato la consapevolezza che la Sicilia del vino è protagonista, portatrice di un messaggio forte, distintivo, riconoscibile: «Guardiamo al futuro con determinazione – ha continuato Sammartino – continueremo a investire nella promozione internazionale, nell’enoturismo, nella formazione e nell’innovazione. Il nostro auspicio è che Wine Paris 2026 sia solo una tappa di un percorso più ampio e duraturo: un percorso in cui il vino siciliano diventi sempre più ambasciatore della nostra terra e della nostra eccellenza».
Promozione ma anche visione: il vino, in questa cornice, è diventato narrazione, relazione, capace di creare connessioni tra operatori, buyer e stakeholders internazionali. Ma soprattutto ha compattato chi produce: è emersa così una sola Sicilia, seppur con le sue molteplici anime, capace di raccontarsi con un’unica voce.
Un successo che si riflette anche nella domanda di partecipazione: l’edizione 2026 ha visto un forte trend di crescita (da 25 cantine nel 2025 a 41), che ha aperto un ragionamento concreto sul futuro: «Le richieste sono raddoppiate – ha spiegato il commissario Irvo Giusy Mistretta – ma per ragioni di spazio non è stato possibile portare tutte le aziende che avrebbero voluto essere presenti. Proprio per questo abbiamo già avviato un’interlocuzione con l’organizzazione della fiera per acquisire nuovi spazi dedicati alla Sicilia nella prossima edizione, così da rispondere al crescente interesse delle nostre cantine». Un ampliamento che risponde non solo a un’esigenza logistica, ma a una strategia di posizionamento: dare alla Sicilia del vino una presenza ancora più forte e riconoscibile, capace di valorizzare la pluralità dei territori.
Wine Paris – con i suoi stand, con gli appuntamenti fuori Salone, con la sinergia di Enit e della Federazione delle Strade del Vino – si conferma per la Sicilia una piattaforma centrale per il racconto della filiera, che unisce imprese, istituzioni, cultura e formazione. Le aziende hanno espresso l’esigenza forte di parlare maggiormente ai giovani; di custodire il passato ma declinandolo al presente con linguaggi semplici e innovativi; affinare le peculiarità territoriali; essere maggiormente etici, accessibili, sostenibili; mantenere il valore identitario pur seguendo gli orientamenti marketing del settore.
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