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Il feudo Verbumcaudo di Polizzi Generosa è tornato oggi a disposizione di tutti.  Un immenso podere che apparteneva a Michele Greco e che era stato individuato da Giovanni Falcone tra i beni da sottoporre a sequestro durante le indagini che portarono poi alla celebrazione del maxiprocesso.

Una mostra, strutturata attraverso foto e racconti, ne ha sancito la rinascita. E’ stata così inaugurata, sabato 19 maggio alla presenza  della società civile madonita ed una rappresentanza di studenti dell’istituto superiore Di Vincenti di Bisacquino, l’aula didattica museale predisposta dall’assessorato regionale alle Risorse agricole e alimentari. Quello che sarà insomma il primo luogo di accoglienza e di lavoro per visitatori e operatori. “Si apre una nuova fase per questo bene. - ha dichiarato l’assessore regionale all’economia, Gaetano Armao – Potrà tornare ad essere produttivo, grazie alle iniziative già in cantiere dell’Istituto dei Vini e degli Oli di Sicilia, sarà aperto alle scolaresche, grazie alla disponibilità dell’assessore Mario Centorrino che attraverso gli uffici dell’assessorato ne curerà le visite guidate, sarà risorsa delle popolazioni locali, grazie alla cura delle amministrazioni madonite e sarà custodito e curato, grazie alle guardie forestali”.

Sia il vino che l’olio sono considerati dall’Istituto anche per il loro aspetto “culturale”, fortemente legati al territorio, alla storia ed alle tradizioni locali. Ed in quest’ottica s’inserisce la partecipazione al progetto del feudo di Verbumcaudo. Nello specifico l’IRVOS “gestirà” sei dei 150 ettari disponibili. Su due verrà impiantata la prima Banca della vite siciliana che sarà a disposizione di produttori ed esperti. “La Sicilia vanta uno scrigno di vitigni veramente ricco, - afferma Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Istituto – dai Fenici ad oggi le varietà che abbiamo accumulato sono tante. E qui sta il nostro punto di forza che non dobbiamo perdere ma anzi tramandare”. Nei restanti quattro ettari si produrrà vino rosso e vino bianco. Allo stesso modo avverrà per gli otto ettari adibiti alla coltura dell’olio.




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