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Il tema del biologico e le sue nuove norme CEE, la progettazione ed i risultati. Sono stati questi i temi della II Rassegna Regionale dei Vini Biologici Siciliani. Rassegna che ha visto protagonista quest’anno la città di Marsala, appena nominata Città Europea del Vino. Un evento dunque “che ha voluto fare da apripista”, come commenta l’enologo Gianni Giardina e vicepresidente dell’ONAV, l’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Vino promotrice della manifestazione.

Due giorni, 12 e 13 gennaio, intensi, ricchi e proficui che hanno visto succedersi sul “palco” i vari attori di questo settore: dalle personalità istituzionali ai produttori, dai soci dell’Onav agli scienziati sino agli appassionati e turisti. E soprattutto l’Assessore Regionale alle Risorse Agricole ed Alimentari Dario Cartabellotta, e il neo commissario dell’IRVOS Giorgio Calabrese, che è anche presidente nazionale dell’ONAV. “E’ stato compiuto un altro passo in avanti, – commenta Calabrese – attraverso questa rassegna non solo si è riaffermato il principio del biologico, secondo le norme dell’Unione Europea, come nuova frontiera ma si è dato un valore aggiunto al bere. Un bere che unisce in sé la salute del consumatore e la soddisfazione del produttore”. Lottare “per il “born in Sicily”. - è quanto affermato da Cartabellotta - Occorre una riforma agraria che abbracci agricoltura, pesca e alimentazione e che veda la collaborazione di Regione e Comuni”.

Così se lo scorso anno è stata un boom la Rassegna sui Vini Biologici Siciliani, la seconda edizione appena conclusasi è stata un vero successo registrando una massiccia presenza di pubblico e rafforzando le basi che già si erano gettate. Grande soddisfazione dunque tra gli organizzatori: c’è stata la collaborazione dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole ed Alimentari, del Comune di Marsala, della Città del Vino, dell’Associazione Vi.Bio.Si, della Strada del Vino di Marsala e, come ogni anno, dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia (Irvos). Per l’occasione sono stati presentati i vini sperimentali del progetto Irvos “Vino Marsala & Territorio” a cura del direttore dell’area tecnico- scientifica Lucio Monte, del professore Rocco Di Stefano e dell’enologo Giuseppe Genna. “Marsala è cara all’Istituto, – ha commentato Monte – qui abbiamo una sede ed una cantina dove lavorano biologi, enologi, agronomi, chimici e dove si portano avanti diversi progetti. Progetti che partono dal presupposto che un buon vino esca da un buon vigneto. Da qui il nostro progetto sul vino Marsala”. Vini che inoltre sono stati degustati assieme a quelli rappresentativi delle zone Dop di Trapani e a quelli biologici dell’associazione Vi.Bio.Si. Durante la due giorni si sono così alternati momenti dedicati alla riflessione sulle nuove norme CEE che riguardano i vini bio dando spazio a dibattiti e proposte, a momenti altrettanto intensi dedicati alle degustazioni tecniche e ad alcune premiazioni. Come quella del “Premio Irvos Marco De Bartoli” consegnato ad un giovane enologo e ricercatore di Marsala, Vito Mezzapelle. Un Mozart del vino visto che già a soli 11 anni si cimentava nella sua produzione con buoni successi, come ci racconta lui stesso e che aggiunge: “Sono onorato e contento di ricevere questo premio che mi dà quell’incoraggiamento per andare avanti e lavorare sempre e meglio in questo mondo”.

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