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Ottimizzazione delle risorse, marketing, Doc Sicilia ed olio. Sono le priorità alle quali lavorerà da subito il commissario straordinario dell’IRVOS, Marcello Caruso, insediatosi in questi giorni ma già con le idee ben chiare sul da farsi “per incentivare e migliorare – afferma Caruso - i passi avanti già compiuti in questi anni dall’ente”.

Meno risorse economiche a disposizione e la crisi generale che domina di certo renderanno più arduo il raggiungimento di alcuni obiettivi ma Caruso non dispera: “Occorrerà di certo fare delle scelte oculate dando spazio ad alcune opportunità e tralasciandone giustamente delle altre, – commenta Caruso – ma ho trovato una situazione con delle buone basi e dunque non sarà, mi auguro, difficile continuare a percorrere questa strada già spianata”. Ed in quest’ottica ciò che si auspica il commissario straordinario è la collaborazione diretta con i produttori del comparto enologico e non solo: “Date le risorse finanziarie pubbliche che si fanno sempre minori – spiega Caruso - una maggiore relazione con gli “attori” del settore non può che portare a scelte mirate ed efficaci evitando sperperi e puntando piuttosto al raggiungimento degli obiettivi concreti”. Tra questi ultimi vi è quello di puntare sull’immagine della Sicilia all’estero, un’immagine positiva, di qualità che porti conseguentemente a risvolti economici: “L’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia rappresenta l’isola all’estero, puntare dunque ai mercati emergenti credo sia uno dei passi inevitabili e necessari. In questi ultimi anni del resto l’ente ha molto investito in questo attraverso incoming, incontri con la stampa estera, partecipazione a fiere e concorsi importanti”. Non solo export comunque nel programma del commissario straordinario, ma anche “occhio vigile sui prodotti enologici siciliani. – dichiara - La nuova Doc Sicilia, fortemente voluta dai produttori stessi, è entrata in vigore a gennaio e l’istituto ne è l’ente certificatore. Dunque controlli in prima linea per garantire sia il consumatore che l’immagine della nostra terra all’esterno”. E se nel settore enologico passi avanti ne sono stati fatti, “adesso la sfida è raggiungere gli stessi obiettivi nel campo olivicolo. Anche l’olio, come il vino, costituisce una delle principali risorse della nostra isola che portano con loro un bagaglio storico e culturale di non poca rilevanza. Bisogna puntare concretamente su questo aspetto e sulla creazione di una rete di collaborazione con i produttori stessi – conclude Caruso - così come lavorare a diffondere la cultura dell’olio buono”.

 

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