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“Il vino che unisce”. E’ questa la filosofia che ha guidato l’esperienza, organizzata da CAEP Italia e dall'Istituto regionale vini e oli di Sicilia, che si concluderà il 16 novembre. Esperienza che vede protagonisti sei giovani enologi, provenienti da vari Paesi, nella vendemmia siciliana. Terre di Giafar, Viticultori associati di Canicattì, Cummo Vini, Azienda Agricola Virgona ed Azienda Agricola Messana Vincenzo sono le aziende che hanno aderito al progetto.

Ma non solo vendemmia, i loro vini si sono “confrontati” durante un incontro, rivelatosi molto costruttivo, che si è tenuto a Sambuca di Sicilia presso la sede della Strada del Vino Terre Sicane, il cui presidente, Gori Sparacino, era anche presente. “Si è voluta – spiega l’enologo Gianni Giardina dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia – dare la possibilità a questi giovani enologi stranieri di venire a contatto con la varietà dei vini di Sicilia, di conoscerne le peculiarità”. E’ stato proprio Giardina a guidare la degustazione che si è tenuta presso la cantina Planeta.

“Il progetto ‘Il vino che unisce’ – commenta Francesco Ditta, direttore di CAEP Italia - ha avvicinato la Sicilia a paesi europei ed extraeuropei, ma è anche riuscito a mettere a confronto diverse realtà vitivinicole dell’isola”. Insomma obiettivo raggiunto pienamente: “Abbiamo creato un filo conduttore tra Salina e Paceco passando per Alcamo e Canicattì”, aggiunge Ditta. Entusiasti dell’incontro i sei enologi provenienti da Cina, Inghilterra, Spagna e Perù. Un progetto nato con connotati specificatamente tecnici che si è trasformato ed evoluto in un progetto sociale.

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