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“Le Uve Raccontano” arriva alla sua seconda edizione. Il testo-studio che racconta appunto l’annata nei vigneti: il monitoraggio meteoclimatico, fenologico e fitopatologico dell’area siciliana più vocata al vino. Quella del Trapanese. “Le Uve Raccontano” nasce infatti con l’idea di analizzare un territorio sotto i diversi aspetti per fornire un quadro che dia a chi lavora in vigna, a chi opera nel settore, una maggiore conoscenza in un’ottica di una produzione migliore.

L’anno scorso la prima edizione, che era stata presentata presso la Facoltà di Scienze Agrarie di Palermo, è stata un successo. Così quest’anno si replica. “Si vuole confermare l’importanza e la necessità di continuare un lavoro iniziato qualche anno fa e che vuole essere un valido strumento di analisi consuntiva dell’annata”, ha spiegato Mattia Filippi, enologo e coordinatore del progetto, durante la presentazione che si è tenuta al Complesso Monumentale San Pietro di Marsala. Il lavoro è stato curato e redatto da Cantine Colomba Bianca, Uva Sapiens in collaborazione con l’Istituto Regionale dei Vini e degli Oli di Sicilia, il Sias e l’Assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari.

“Sono realtà vincenti queste – ha commentato il direttore dell’IRVOS, Lucio Monte – che noi come ente cerchiamo di incitare ed anche di migliorarne il rapporto. Il tema della sostenibilità, tema portante di questo progetto, rientra nella nostra rete di idee da portare avanti in perfetta sintonia con il contesto europeo”. Fare qualità “è l’unica possibilità che abbiamo – ha affermato Antonio Rallo, presidente del Consorzio Sicilia Doc – per sopravvivere in un contesto dove la Sicilia ha la resa più bassa per ettaro”. Alla tavola rotonda si sono alternati i vari tecnici del progetto: Luigi Pasotti del Sias, Filippo Paladino, vicepresidente delle Cantine Colomba Bianca, Antonio Pulizzi e Roberto Merlo, enologi, Mattia Filippi. Sono state messe a confronto le varie annate, ma soprattutto quella del 2012 e quella del 2013. “Un’annata quest’ultima – ha commentato Maurizio Gily, direttore della rivista Millevigne, che ha moderato il dibattito – fredda ma che in Sicilia grazie alla mitezza del clima è stata meno traumatica. Annate come il 2013 sono molto “didattiche” perché aprono a quella visione di lungo periodo che è indispensabile quando si progetta una strategia di produzione o, semplicemente, quando si pianta una vigna”. Un team di giovani esperti motivati e determinati ha dato così frutto a questo studio fortemente incoraggiato e voluto da Leonardo Taschetta, presidente del CDA di Cantine Colomba Bianca: “Oggi non è più il denaro a creare la ricchezza, bensì le persone. Occorre conoscere per cambiare in meglio e bisogna essere determinati nel farlo”.

 

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